Lo “spaghettone” Gentile alla matriciana partenopea

Vi avevo raccontato che quando sono stata al Taste qualche settimana fa, alcuni gentilissimi produttori mi avevano omaggiato dei loro prodotti. Tra questi, il Pastificio Gentile di Gragnano mi ha lasciato un pacco della loro nuova pasta artigianale: lo spaghettone. Come mi ha spiegato il sig. Alberto Zampino, titolare dell’azienda, questo nuovo ed originale formato di pasta ha una dimensione unica nel mercato, è più o meno grande quanto un bucatino, ma è tutto pieno, senza il foro al centro. La difficoltà nel produrre questo tipo di pasta, sta nel fatto che, essendo così spesso, è difficile trovare il giusto equilibrio tra l’essiccazione, che deve essere lentissima, e la consistenza ottimale sotto ai denti ed in cottura. Grazie alla maestria e all’esperienza, il pastificio Gentile è riuscito a realizzare questo piccolo capolavoro.

La pasta è davvero gustosa: carnosa sotto ai denti, regge molto bene la lunga cottura, e la ruvidezza della superficie la rende perfetta per accogliere qualsiasi sugo denso e non troppo sodo. Con una pasta così, la protagonista nel piatto deve essere LEI, la salsa, direi che fa da cornice.

Così, ci ho messo un pò a capire come poterli cucinare. Poi, ripensando alle parole del sig. Alberto, che paragonava il suo spaghettone al bucatino, ho provato a “vestirli” con la classica ricetta dei bucatini, ovvero la matriciana. Con qualche distinguo però: per renderla più “partenopea”, ho sostituito gli ingredienti classici con altri più legati al territorio napoletano. Ho quindi usato il capocollo come carne e la ricotta di bufala stagionata, quella salata, come formaggio.
Risultato: Ms. Ego ha fatto il bis e ripulito il piatto con la scarpetta.

Si prepara in questo modo (per 2 persone):
200gr di “spaghettoni” del pastificio Gentile di Gragnano
50gr di capocollo (in una sola fetta spessa)
un pezzo di ricotta stagionata (salata) di bufala
300gr di passata di pomodoro olio extra vergine
un’abbondante spolverata di grana padano

Tagliare a striscioline il capocollo e farlo rosolare in padella con un filo di olio ev; quando è croccante, aggiungere la passata di pomodoro, regolare di sale ed abbondante pepe e far cuocere a fuoco basso. Nel mentre, far cuocere gli spaghettoni in abbondante acqua salata. Quando sono cotti, tirarli su con il forchettone e metterli a saltare in padella aggiungendo il parmigiano e un pò di acqua di cottura (la salsa deve legare bene ma non devono essere troppo asciutti). Trasferire quindi sul piatto di portata e completare con un’abbondante grattugiata di ricotta stagionata.

Nonostante la porzione abbondante, avremmo fatto volentieri il tris!

I miei “partenopei” preferiti

Se penso a Napoli, tre cose vi vengono subito in mente: la pizza, il caffè ed i dolci (babà e sfogliatelle). Questi sono i miei preferiti.

Foto di Pizzeria Brandi, Napoli
Pizzeria Brandi, salita S.Anna di palazzo 1/2 (ang. via Chiaia) Qui, dalle sapienti mani di Raffaele Esposito, nacque alla fine dell’800 la prima pizza margherita, preparata in onore di Umberto I e Margherita di Savoia che erano in visita presso la Reggia di Capodimonte. Passano i secoli, ma la pizza qui è ancora oggi veramente ottima! E si accompagna dagli “sfizi” napoletani…

Foto di Antica Pizzeria da Michele, Napoli
Pizzeria da Michele, Via Cesare Sersale 1 Non si può passare da Napoli senza assaggiare le sue pizze. Nel centro storico,  una lunga fila aspetta le pizze che Michele sforna in continuazione, solo le classiche “margherita” e “napoletana”. La vera pizza. Punto e basta.

Pasticceria Scaturchio,  Piazza San Domenico, 19 – centro storico
Si dice che la vera sfogliatella si riconosce quando al morso la sfoglia si rompe perfettamente, senza lasciare il filo di pasta circolare. Ecco, da Scaturchio si può finire un vassoio intero per fare questa prova ed uscirne pienamente soddisfatti! Sia che preferiate la tradizionale “riccia”, oppure quella di “frolla”, qui troverete quelle più buone del mondo, friabili che si sciolgono in bocca, con un ripieno di ricotta fatto a regola d’arte. Tappa obbligata per tutti i golosi.


Il chioschino “Sfogliatella Mery”, Galleria Umberto I
Io adoro il babà, quella pasta lievitata, soffice e leggera, imbevuta dallo sciroppo zucceroso al rhum…ne mangerei senza fine. In questo chioschino, all’ingresso della Galleria dal lato di via Toledo, si trovano i migliori di tutta Napoli, semplici o farciti che siano, sono un’istituzione per gli appassionati.


Caffè del Professore, piazza Trieste e Trento 46
A pochi passi dalla centralissima Piazza del Plebiscito, è la casa del vero caffè napoletano, nella versione “classica” o nella sua variante “alla nocciola”, specialità della casa. Corposo, ristretto e con una crema densa a completare la “tazzuriella”, è una vera inziezione di energia, da provare.

Con questa ricetta partecipo al Contest  “Oggi pranzo fuori!”
di Melagranata

  1. I tuoi spaghettoni all’amatriciana hanno un aspetto squisito, non li ho mai provati con la ricotta salata.
    Per quanto il tuo sia un piatto bellissimo e molto invitante, purtroppo non possiamo accettare questa ricetta per il contest, perchè il regolamento dice che la ricotta dev’essere l’ingrediente principale. Ti aspettiamo con un’altra ricetta se ti va…buona serata cara e buon fine settimana

  2. Pingback: Oggi pranzo fuori – un nuovo contest La Melagranata

  3. Bellissima ricetta, gustosa e saporita! Forse non semplicissima da portare in un picnic, ma assolutamente appetitosaa!
    Il tuo reportage su Napoli e i suoi tesori gastronomici è interessantissimo!
    Grazie e in bocca al lupo!
    Patrizia

    • Grazie Patrizia!!
      In effetti, ho realizzato di non aver interpretato bene il tema del contest. Nella mia mente, avevo inteso che un tema era il picnic, e che il secondo tema era separato da questo….ho fatto confusione io, ormai è andata!!
      cercherò di rifarmi con l’altra ricetta per picnic che posterò domani e che mi piace tantissimo!!!
      ciao

  4. Pingback: Pizza Primavera | forchettinagiramondo

  5. Pingback: Spaghettone con vongole e cannellini | forchettinagiramondo

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