Babamisù per l’MTC di Maggio

Anche questo mese arrivo allo scadere del tempo con la mia ricetta per l’MTChallenge. Tema del mese, uno dei dolci che più adoro, di cui veramente potrei finire un vassoio intero nonostante la bagna alcolica. In genere, preferisco la versione classica senza creme o frutta, ma quando ci sono, assaggio volentieri anche quelle! Parliamo del Babà, o babbà che dir si voglia. Dolce partenopeo per eccellenza, si trova nella città del Vesuvio in mille dimensioni e mille versioni diverse, anche se la classica con lo sciroppo al rum è sempre una sicurezza. Vi avevo già parlato dei miei babà preferiti in un vecchio post su Napoli, appunto.
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Quindi, quando ho letto che il babà era il tema dell’MTChallenge di maggio ho iniziato a fare i salti di gioia. E sono stata anche molto contenta che tra le regole della sfida c’era quella si dover seguire una ricetta classica, lasciandoci libertà ed inventiva sull’aspetto delle bagne e delle farciture.
Per quanto riguarda la ricetta dell’impasto, non si può dire che sia difficile da realizzare, ma certamente occorre dotarsi di una buona dose di pazienza per seguire i vari impasti e tempi di riposo. Alla fine però, tanta attenzione sarà ripagata. La ricetta utilizzata è quella di Antonietta. Io ho solo dimezzato esattamente le dosi perchè ho usato gli stampini mignon:
150 g di farina bio tipo 0 Manitoba
75 gr. di uova fresche grandi (sarebbe un uovo e mezzo)
50 g di burro
50 g di latte
12,5 g di zucchero
5 g di lievito di birra
¼ cucchiaino di sale fino

Per prima cosa, si prepara il lievitino con 25 g di latte tiepido e mezzo cucchiaino di zucchero dove dovrete sciogliere il lievito di birra ed impastare poi il tutto con 35 g di farina. Lasciate quindi lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito. Quando sarà raddoppiato, passate al primo impasto: fate una fontana con il resto della farina (115 g) ed unite il lievitino e le uova. Impastare bene (a mano o con l’impastatrice) ed  energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio.
A questo punto passiamo al secondo impasto: prima i
n una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero e il sale. In una grande ciotola, riunite questo impasto al primo, procedendo con una cucchiaiata alla volta e lavorando per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltate l’impasto su un piano da lavoro e iniziate a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti.
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Ricavate poi tante piccole palline che andrete a sistemare negli stampini imburrati, stando attenti che l’impasto rimanga a metà. Lasciate lievitare in forno con la luce accesa fino a quando l’impasto non uscirà dal bordo superiore formando una calottina di circa 2 cm. Quando saranno pronti, riscaldate il forno a 200°, infornate ed abbassate a 180°. Lasciate cuocere per 15 minuti circa ed metà cottura coprire con un foglio di alluminio. Lasciate quindi raffreddare per 10 minuti, staccarli delicatamente dagli stampini e adagiarli in un piatto.
Veniamo alla mia interpretazione del babà: per me, è una versione alcolica del tiramisù. Ho quindi preparato una bagna al caffè con 150 ml di acqua, 5 cucchiai di zucchero e 100 ml di liquore al caffè, fatto sobbollire il tutto per 15 min. circa e lasciato poi intiepidite. Infine, ho inzuppato i babà in questo sciroppo e lasciato assorbire bene.
Nel frattempo, ho preparato una crema al mascarpone classica (250gr di mascarpone, 2 uova, 3 cucchiai di zucchero) ed ho poi decorato i babà con questa crema, finendo con una spolverata di cacao amaro.
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Con questa ricetta partecipo al contest MTChallenge di Maggio
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  1. Aspettavo il tuo post, perchè ero curiosa anche dei tuoi suggerimenti di viaggio, che ogni volta copio e metto da parte. Anzi, di solito è la prima cosa che faccio, perchè ho il timore di dimenticarlo: stavolta, invece, sono rimasta rapita dalla ricetta, perchè questi babamisu sono bellissimi: sulla loro bontà non ho dubbi, perché conosciamo le basi, sia del babà che del tiramisu: ma sono talmente carini, talmente accattivanti, che davvero ti verrebbe da farne l’omologo delle ciliegie, “un babamisu tira l’altro”! Bravissima, davvero!

  2. Ma tu davvero sei una forchettina giramondo!
    Sono corsa a vedere il tuo post su Napoli e segnali alcuni dei locali che sono il vanto di questa città e che hanno contribuito a creare un pezzo importante della sua storia gastronomica
    I tuoi babamisu sono davvero speciali: hai unito due eccellenze conosciute in tutto il mondo ottenendo un dolce goloso, equilibrato e fantasioso.
    Ti ringrazio per la tua bella interpretazione e ti abbraccio forte

  3. Pingback: Dolci Regali, il nuovo libro dell’MTChallenge | forchettinagiramondo

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