La Costa del Pacifico ed il Chorizo Fundido

E’ inevitabile, se penso al Messico, la prima immagine che mi sale alla mente sono le lunghe spiagge di Zipolite e Mazunte.

Profonde e selvagge, raccolte da una foresta lussoreggiante e verde che le incornicia e dalle cabanas di legno dove le giornate scorrono lente e tranquille. Siamo nella ragione di Oaxaca e questo è il Messico che più mi rimasto nel cuore: quello più autentico, meno turistico e più genuino, fatto di sole, caldo, mare, fatto di sabbia che rimane attaccata sulla pelle come polvere, di amache tese al sole tra due palme dove potersi cullare dolcemente.

Fatto di aromi autentici, quelli dei baracchini lungo la spiaggia dove le donne preparano i loro piatti venduti per pochi pesos: pesce fresco appena grigliato su foglie di palma, pannocchie di mais da sgranocchiare sulla spiaggia, tacos al queso, nachos fritos, …

Così, se penso ad un piatto che mi ricordi la vacanza sulla costa pacifica, penso al chorizo fundido.
Come quello che spesso mangiavamo seduti all’ombra di una palma, con i piedi nella sabbia ed i capelli ancora bagnati. Così buoni da poterne ordinare senza fine, così buoni da non poter dimenticare quei sapori e, con essi, l’atmosfera rarefatta e rilassata di quei momenti.

Questo piatto è un semplice coccino di formaggio fuso con all’interno dei gustosi pezzi di chorizo (salame), completato da una spolverata di paprika per dare quel tocco leggermente piccante. Il tutto da avvolgere in una tortillas appena cotta, calda e fumante, e da accompagnare con una birra chiara e ghiacciata. Noi preferiamo la Sol, ma anche la XX (dos equis) è perfetta, con uno spicchio di limone nel collo della bottiglia, ovviamente.

Ecco a voi la ricetta: è semplice ed è perfetto come spuntino veloce dopo un cinema o un teatro, gustoso e saporito.

Chorizo Fundido
250gr formaggio tipo cheddar (o Edamer)
100 gr di salamino piccante paprika piccante tortillas

Tagliare il formaggio ed il salame a piccoli cubetti e disporli in delle pirofile monoporzione alternando i dadini di formaggio a quelli di salume. Quando avrete terminato, sull’ultimo strato di formaggio, spolverizzare della paprika ed infornare per circa 10 minuti nel forno già caldo (180°). E’ pronto quando vedrete il formaggio fuso, mi raccomando, toglietelo prima che inizi a friggere. Mentre il formaggio fonde, mettete nella placca in basso del forno delle tortillas (almeno 2 a testa) a riscaldare. Si preparano mettendo il formaggio fuso all’interno della tortilla, ripiegatela e gustatevela ancora calda. Per tenere in caldo le altre tortillas, avvolgetele in un canovaccio caldo, altrimenti si seccheranno e non si potranno più arrotolare.

I miei preferiti nella zona di Oaxaca, Messico Pacifico

1. Le spiagge di Zipolite e Mazunte, tra Puerto Angel e Puerto Escondido: una passeggiata lungo la riva, un tuffo tra la forza delle onde, un sonnellino su un’amaca tesa all’ombra di una palma…un paradiso indimenticabile

2. Posada del Canion Devata a Puerto Angel: bungalow immersi nella giungla, un’esperienza unica addormentarsi tra i rumori della foresta ed iniziare la giornata con una colazione tutta fatta in casa seduti sotto la grande palapa. La terrazza sulla baia per le lezioni di joga è semplicemente fantastica

3. Il viaggio in compartido da Oaxaca a Puerto Angel: 6 ore di curve attraverso la sierra. Paesaggi, immagini e colori indimenticabili. Se riuscite a non sentirvi male sarà un’esperienza che rimarrà nella vostra memoria, sicuramente da fare.

4. Oaxaca: città coloniale elegante, molto viva e ottima come base per arrivare in aereo e visitare le zone circostanti, fino all’oceano. Ampia la scelta delle posadas e dei ristoranti. Da non perdere il grande mercato dei contadini: un tripudio di profumi e colori, con i prodotti delle terre circostanti e le vecchie signore che vendono le chapulines (cavallette fritte), una prelibatezza da queste parti. Non meno affascinante, il mercato delle donne indios, con i loro prodotti fatti a mano, che tutti i giorni all’imbrunire popola la piazza dietro l’ex Convento S.Domingo

5. Mezcal: nasce qui questo liquore che, come la tequila, si ottiene dalla pianta dell’agave. Nel fondo della bottiglia rimane il gusanito, lombrico che vive nella pianta del cactus e che, da tradizione, deve essere bevuto con l’ultimo bicchiere. Non si può non passare da una Casa del Mezcal per assaggiare qualche bicchierino…solo per chi regge bene l’alcol perchè ha una gradazione sui 40°!

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