Sablès al formaggio ed erbe di provenza per il #FBCookiSwap2014

Come tradizione vuole, non è Dicembre se non arriva il Food Blogger Cookie Swap!
FoodBlogger cookieswap2014
I bambini attendono impazienti l’arrivo di babbo natale…noi foodblogger siamo ansiose di ricevere quel piccolo pacchetto, quello scrigno che nasconde una bontà preparata con la stessa cura e lo stesso amore con cui l’hai preparato tu. Nato dalla fantasia di Lindsay e Julie, questo scambio di cookies a livello mondiale, non è solo un modo per condividere ricette e far assaggiare le nostre creazioni alle altre blogger, ma è soprattutto un modo per raccogliere fondi per Cookies for Kid’s Cancer, un’associazione che cura i bambini malati di cancro.
Anche quest’anno ho avuto il piacere di poter assaggiare i biscotti delle Calugi Sisters, ed i biscotti speziati alle noci pecan di Cristiana Beufàlamode. Peccato, il terzo pacchetto…per adesso non pervenuto…ma aspetto fiduciosa (visto i problemi che hanno avuto i miei pacchetti per arrivare a destino grazie alle meravigliose Poste Italiane!)
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Io, da parte mia, ho provato una variazione sul tema, che spero le mie destinatarie dello swap abbiano gradito: non biscotti dolci ma salati. Il più classico dei biscotti francesi, il sablè, in una versione al formaggio ed erbe provenzali. Ho aggiunto un pizzico di curcuma giusto per dargli un accento di colore e sapore in più.
sablèe curcuma e erbe
E come tutti i Cookie Swap che si rispettino, oltre alla sostanza, anche la forma ha la sua importanza. Un vasetto di vetro per le spezie è stata la mia confezione, chiusa con un fiocco di spago di corda. Come piccolo regalo per le blogger, ho aggiunto un piccolo magnete da frigo a forma di vaso per le spezie, perfetto per l’occasione, visto che i biscotti erano fatti con erbette e spezie.
Sablèe al formaggio e spezie
Ecco la mia ricetta (per ottenere circa 60 biscotti di piccole dimensioni, io ho usato un diametro 3cm.):
100 gr. di burro di ottima qualità
100 gr. di farina 00
100 gr. di formaggio grana ben stagionato e grattugiato fine
un pizzico di pepe, erbe di provenza (timo, maggiorana, menta, origano, rosmarino), curcuma, sale
un goccio di acqua
curcuma erbe sablèe
Lavorare prima solo la farina con il burro ed il formaggio, fino ad ottenere una consistenza quasi sabbiosa (sablè, appunto). Questo passaggio è fondamentale per raggiungere la perfetta consistenza dei biscotti perché in questo modo la farina rimane “isolata” dalla parte lipidica del burro e non sviluppa la maglia glutinica quando entrerà in contatto con il liquido; così i biscotti rimarranno croccati e friabili, non elastici come invece per altre preparazioni è richiesto. Una volta che avrete ottenuto questa “sabbia”, solo a questo punto potete unire le spezie e l’acqua. Valutate la quantità di spezie anche in base al vostro gusto: io ho usato mezzo cucchiaino di curcuma e due di erbe di provenza, pochissimo sale ed abbondante pepe. L’acqua deve essere aggiunta piano e progressivamente, quando vedrete che l’impasto ha preso la giusta consistenza, potete formare una palla e riporla in frigo per qualche ora.
Sablèe formaggio e curcuma
Io la lavoro meglio a mano, non è un’impasto da planetaria (proprio perché non deve sviluppare la maglia glutinica né incordare). Sicuramente, tende a sbriciolarsi e deve essere impastata con cautela, ma è anche la sua caratteristica, se la vogliamo croccante e friabile. Quando la riprenderete dal frigo, ponetela quindi su un piano infarinato e stendetela con cura ricavando i biscotti nelle forme e nelle dimensioni che più preferite. Disponeteli sulla placca del forno (imburrata oppure coperta di carta forno) ed infornateli a 180 °C per circa 15 minuti. Controllate spesso l’avanzamento della cottura perchè i biscotti sono terribili: come sempre, basta un attimo di distrazione per farli bruciare e quando sentirete l’odore…sarà già troppo tardi!
Lasciateli raffreddare e poi li potete riporre in un barattolo di latta o di vetro e conservarli per qualche giorno.
Io li ho abbinati ad un budino di pomodoro. Un antipasto semplice ma di gran gusto, adatto per aprire una cena tradizionale con un tocco di originalità. Sono perfetti come aperitivo anche da soli, con un bicchiere di prosecco vi faranno fare un figurone.
sablèe formaggio cuccuma ed erbe

Colazione con un pain-au-chocolat

Quando la giornata che ho difronte si prospetta in salita, c’è un’unica cosa da fare: iniziare con una colazione a base di pain-au-chocolat. Così, mi ritaglio un attimo di dolcezza, di pura goduria, affondo i miei pensieri in una morbida pasta al gusto di cioccolato, faccio scorta di calorie e posso affrontare qualsiasi cosa.

Oggi, era una di quelle giornate: la prospettiva di una lunga riunione di lavoro, il corso di cucina di stasera rimandato, una folta lista di cose in arretrato da fare per il fine settimana….quindi, un pain-au-chocolat era di sicuro più che meritato!

E poi, mi ricorda sempre Parigi e le sue brasserie…come sono buoni i fagottini ripieni di cioccolato che si trovano nella Ville Lumière, non ce ne sono. Gli unici che gli fanno concorrenza, sono quelli della Pasticceria Tuttobene che, per mia fortuna, è proprio accanto al mio ufficio!

Il segreto sta nel giusto equilibrio tra la sfoglia, che deve essere leggera e friabile da sciogliersi in bocca e con un retrogusto leggermente salato, ed il cioccolato, che deve essere amaro (ma non troppo) ed in una giusta quantità per non essere troppo invadente ma al tempo stesso ben presente per dare gusto all’insieme.
Un equilibrio che non è facile ritrovare nelle nostre pasticcerie, tantomeno replicarlo a casa, ma che i nostri cugini francesi, non si sa perchè, riescono perfettamente a centrare. Anche quelli che ti servono sui voli dell’Air France sono una goduria…niente a che vedere con i cornetti di plastica dell’Alitalia!!

Quando c’è qualche giorno di vacanza, mi piace farli a casa, tenerli pronti per colazione o per un attimo di dolcezza a merenda.
Se si acquista la pasta sfoglia già pronta, basta che sia di ottima qualità ed è relativamente semplice prepararli; se siete in confidenza con il vostro panettiere, fate come me e chiedetegli un 200gr di pasta cruda, sarà certamente migliore di quella industriale. Poi scegliete un ottimo cioccolato: a me piace fondente, in particolare il mio preferito è quello biologico di Viviani che trovo da NaturaSi.

La preparazione è semplice: stendete bene la sfoglia e ricavate dei rettangoli. La dimensione dipende dal vostro gusto, a me non piacciono troppo grandi, ritaglio un formato di circa 10 x 15 centimetri, ma li potete fare più grandi o più piccoli. Al centro metto tre quadretti di cioccolato (basta che non sia troppo vicino ai bordi se no in cottura rischia di fuoriuscire) e poi ripiego i lembi più lunghi uno sull’altro, in modo che si chiudano e premo leggermente sul lato più corto tagliando l’eventuale pasta in eccesso. Si infornano a 180 °C per circa 20 minuti, vanno tolti solo quando la superficie sarà ben dorata. Si conservano fino a due/tre giorni un un contenitore di vetro con tappo ermetico.

A me piace accompagnarlo con una bella tazza di caffè d’orzo forte, ma anche un cappuccino con una densa schiuma di latte si sposa benissimo, oppure anche una semplice tazzina di espresso.
Qualunque sia la combinazione, un pan-au-chocolat a colazione ti rimette in pace con il mondo intero!

I miei Pain-au-chocolat preferiti:

Boulangeries Paul: catena di boulangerie a giro per Parigi; in particolare, quella in rue Rue Seine 77 nel cuore del quartiere latino, è la mia preferita per colazione. Ci si può sedere nella sala con gli specchi molto belle epoque e consumare tranquillamente un superbo pain au chocolat con un buon caffè americano o un fragrante croissant appena sfornato.

Angelina, 226 Rue de Rivoli: il trionfo del cioccolato in tutte le sue forme. Inutile dire che qui i pain au chocolat sono da guinness dei primati, se accompagnati con una cioccolata in tazza si sfiora il paradiso dei golosi!

Princi Milano: in questi blasonati negozi di pane di Milano, o forse sarebbe meglio dire boutique di pane, si sfornano dei croissant al cioccolato notevoli e degni della migliore brasserie della capitale francese. Un pò caro ma ne vale la pena.

Pasticceria Tuttobene, Calenzano, Firenze: nella zona industriale alle porte di Firenze, questa oasi di golosità offre dei pan-au-chocolat perfetti…si potrebbe pensare di essere a Parigi se non fosse per i capannoni che si vedono all’orizzonte! Il cappucino è uno dei migliori di tutta Firenze e completa perfettamente la colazione.

La Tarte-tatin parigina alle arance

Torniamo a Parigi.
Città che, come sapete, adoro per quell’aria così tres chic, quell’ambiente così aristocratico e bohemienne che, diciamocelo, ci sta molto antipatico ma al tempo stesso ci attira perché alla fine vorremmo anche noi essere così!
Vorremmo essere tutte un pò come le parigine, esemplari della razza femminile che si vedono girare tra i boulevard e le rue, mai trafelate, mai con qualcosa fuori posto, terribilmente chic e charmant anche con i capelli tirati a coda di cavallo, perfette anche con una ballerina raso-terra mentre noi, comuni mortali, arrachiamo sui tacchi per aumentare la nostra femminilità.
Mi sono sempre domandata: ma come fanno?! Quale sarà il loro segreto?
Alla fine, mi son detta che deve essere l’aria di Parigi a far sembrare tutto così chic, tanto che quando mi trovo nella ville lumiere, mi basta un accessorio per sentirmi anche io così, un pò sopra le righe.


Sarà stato per questo che quella volta da Antoine et Lilì non ho resistito ed ho speso quasi una fortuna in due accessori veramente cool…quando li ho visti me ne sono innamorata. Una deliziosa spilla matrioska, rossa e rosa, un piccolo monile che regala un tocco originale e cosmopolita anche al più banale dei lupetti. E poi quel braccialetto di vetro dal sapore un pò vintage…un amore, a metà strada tra i monili della nonna e un tocco gipsy. E così, dopo aver alleggerito il mio portafoglio, non potevo che riempire lo stomaco al bistrot adiacente alla boutique e quella tatin di arance era il connubio perfetto tra dolcezza e ricercatezza.

Una bontà unica: il contrasto tra l’amaro delle arance ed il dolce dello zucchero caramellato, il tutto racchiuso da una crosta friabile e burrosa che si scioglie in bocca. E molto chic!
E’ facilissima da rifare a casa (specialmente se utilizzate la pasta già pronta) ed è davvero squisita, farete un figurone con i vostri ospiti!

Ecco la mia ricetta:
200 gr di farina tipo 00
100 gr di burro
70 gr di zucchero di canna + 4 cucchiai per caramellare
1 uovo
1 pizzico di sale
2 arance

Riscaldare il forno e 180° e nel frattempo preparare una pasta frolla lavorando con le mani farina, i tocchetti di burro a temperatura, lo zucchero, l’uovo e il sale. Stendere un foglio di carta da forno in uno stampo da 24 cm e cospargere il fondo con il rimanente zucchero di canna. Pelare al vivo le arance e disporle sopra lo zucchero, stendere la pasta e posarla sopra le arance, premendo in modo che aderisca bene alle arance ed al bordo dello stampo. Infornare per 30/40 minuti. Una volta sfornato, capovolgerlo subito sul un piatto, togliere la carta e servirlo tiepido o freddo. Se avete tenuto da parte lo zest delle scorze dell’arancia, potete guarire la torta e sarà ancora più chic!

Le chic boutique preferite a Parigi

Antoine et Lili, molti indirizzi in città, io preferisco quello nel Q.Latin (87 rue de Seine ), oppure quello sul Canal S.Martin, che ha anche il bistrot (95 quai de Valmy). Deliziosi concept store dove si trovano abiti ed accessori veramente particolari ed introvabili altrove…certo, hanno il loro prezzo! Ma vale la pena farci un salto anche solo per “guardare”.

Anne Et Valentin, 4 Rue Sainte Croix De La Bretonnerie, se portate gli occhiali (come me), qui troverete delle montature assolutamente fuori dagli schemi e sopra le mode, davvero originali e insolite. Se passeggiate nel Marais, vale la pena passare davanti alla loro vetrina e ci lascerete il cuore.

Kookai Stock, 82 rue Réaumur, outlet della famosa marca francese dove potrete fare dei veri affari: abiti scontati anche del 70% ed ampia scelta. Io cerco sempre di farci un salto quando capito a Parigi, non sono mai rimasta delusa.

Colette, 213 Rue Saint-Honoré, concept store di culto, dove si trova tutto ciò che fa tenenza in quel momento. Gli oggetti in vendita sono accessibili a pochi, ma l’ingresso non si paga, quindi, conviene farci un giro per rifarsi gli occhi!

Stock Zadig et Voltaire, 22 Rue du Bourg-Tibourg, l’unico spaccio del marchio dove si trovano collezioni uomo, donna, bambino e accessori di collezioni precedenti con ribassi fino al 40%.

Questa ricetta partecipa al contest Food è Chic!