Donuts al parmigiano reggiano per #PRChef2015 #4Cooking

4 soli ingredienti, tra cui lui, i re dei formaggi italiani, il Parmigiano Reggiano. Questa la sfida che il consorzio ha lanciato con #PRChef2015 #4Cooking: riuscire ad elaborare ricette di per sé semplici, vista la ristrettezza degli ingredienti a disposizione, che facessero esaltare e risaltare l’ingrediente principe, il Parmigiano.
Donuta Parmigiano Reggiano #PRChef2015 #4chef
Ecco allora la mia prima ricetta: dei donuts al parmigiano. Ovvero, le ciambelline preferite da Omer Simpson, non nella tradizionale versione dolce, ma salate, al Parmigiano Reggiano 24 mesi. Una stagionatura importante, non tra le più lunghe, ma decisa, per dare sapore e personalità alle morbide ciambelle. Solo farina, uova e panna, oltre che il Parmigiano, tra gli ingredienti. Volendo, sta molto bene in accompagnamento una salsa al pomodoro e origano, per tuffarci le ciambelline e ricreare il gusto alla pizzaiola. Una ricetta dal mondo per un sapore classico italiano: formaggio e pomodoro.
Donuts al Parmigiano Reggiano
Si preparano così (per circa 28 ciambelline):
200 gr. di farina
2 uova
60 gr. di Parmigiano Reggiano 24 mesi
250 ml. di panna fresca
2 cucchiai di bicarbonato, sale e pepe
Donuts Parmigiano Reggiano
In una ciotola mescolate sbattete insieme l’uovo e la panna, successivamente aggiungete la farina ed il parmigiano tritato finemente. Infine, il bicarbonato e lasciate riposare per qualche minuto.
Cuocete le ciambelline nell’apposita piastra elettrica, e via via che saranno ben dorate, guarnirle con delle scagliette di parmigiano quando sono ancora calde.
Donuts Parmigiano
Sono ottime da sole come aperitivo, magari con un vino bianco fresco. Ma sono ancora più buone se accompagnate da salumi, oppure da una semplice salsa di pomodoro fresco che potete fare frullando semplicemente dei pomodori maturi con un goccio di olio extravergine ed un pizzico di origano.
Parmigiano Reggiano

Annunci

Carciofi di mare per #CucinaconObica

26 carte. 26 ingredienti speciali. Ed alcune blogger riunite intorno ad un tavolo a giocare (e “spippolare”) con l’obiettivo di creare un piatto unico utilizzando i migliori cibi che il nostro paese possa offrire.
carte Obicà #cucinaconobica
#cucinaconobica
I formaggi di bufala, non solo mozzarelle, anche ricotta, crescenza e blu erborinato, poi il prosciutto di Parma, il culatello di Zibello, il capocollo di Martina Franca. Ed ancora, le acciughe di Cetara, i pomodori datterini, la stracciatella pugliese, la mortadella di Prato, i frigitelli, i carciofi violetti di Castellammare, il miele di api nere e la lista potrebbe continuare ancora per molto…
ingredienti Obicà
Tutti prodotti di eccellenza del nostro paese, selezionati tra i migliori produttori italiani da Obicà, il progetto di ristorazione italiana nato nel 2004 dall’idea di Silvio Ursini che ha portato in Italia e nel mondo un concetto di ristorazione semplice, senza troppe lavorazioni, dove i veri protagonisti sono i prodotti artigianali tipici della tradizione italiana, caratterizzati da un’altissima qualità, tra cui molti presidi SlowFood.
#cucinaconobica ForchettinagiramondoIngredienti #cucinaconobica
Veniamo alla mia scelta. 6 le mie carte: acciughe di Cetara, carciofi violetti, stracciatella pugliese, miele di api nere, frutti del cappero e crostini di pane.
Una combinazione dalla quale ho creato i “Carciofi di mare“, ovvero un antipasto sfizioso che gioca sul contrasto tra la sapidità delle acciughe e del cappero, e la dolcezza del miele e della stracciatela pugliese.
Carciofi di mare #cucinaconobica
Partiamo dai carciofi: se in stagione, vanno benissimo quelli freschi, altrimenti quelli al naturale sono una validissima alternativa, purché di ottima qualità. Nel caso utilizziate quelli freschi, dovete pulirli bene, lasciando solo il cuore più tenero.
Apriteli a metà e utilizzateli come delle barchette sopra cui andrete a mettere gli altri ingredienti: un fior di cappero privato del gambo ed una salsa che si prepara mischiando insieme le acciughe al miele, fino a che non si ottiene una crema (occorre aggiungere dell’olio e, volendo, si può fare anche più velocemente con un tritatutto). Il tutto si accompagna con della stracciatella pugliese, che dona morbidezza e rotondità, e con un crostino di pane, che da croccantezza e consistenza.
carciofi stracciatella pugliese acciughe di cetara
Ottimi anche i piatti delle mie “compagne di gioco”, tra quelli che ho apprezzato di più, il crostone con blu di bufala e miele di Elisabetta Cakes&Co ed il gaspacio di pomodori, frigitelli e melone con briciole di pane e pomodori secchi di Lucrezia Peanut.
Gaspacio pomodori frigitelli melone
Una serata che ha veramente dimostrato che sono gli ingredienti i veri protagonisti della cucina e che anche senza preparazioni complicate, si ottengono piatti particolari ed unici.

I miei preferiti da Obicà

Obicà = eccola qua!
E’ così che si dice in dialetto napoletano per indicare qualcosa di sorprendente, come una mozzarella appena fatta, ancora gocciolante e pronta per essere mangiata. Nel menu dei ristoranti di Obicà, la mozzarella di bufala è la vera protagonista, in molte varietà diverse. Accompagnata però da tante altre specialità selezionate dal nord al sud dell’Italia, tra cui molti presidi SlowFood.
menu speciale obicà
Il concetto che sta alla base della ristorazione di Obicà ruota intorno ai prodotti, di produzione artigianale, rispettosi del territorio di origine e di alta qualità. Tutto è preparato per quanto possibile fresco ed a vista, cercando di lasciare gli ingredienti puri e semplici, pur esaltandone le caratteristiche in abbinamenti studiati e mai banali.
Poi c’è la pizza: lievitata con pazienza, almeno 48 ore (non con il lievito madre ma con una percentuale bassissima di lievito di birra), preparata con la farina di Molino Quaglia, stesa con la semola per mantenere un’aspetto rustico e cotta su pietra refrattaria.
Obicà libroObicà libro anniversario
Difficile scegliere il mio piatto preferito dal nuovo menù estivo, ricco di spunti e golosità…il mio menù ideale potrebbe essere questo:
1. Crema fredda di pomodoro biologico “La Motticella” con stracciatella pugliese, basilico e crostini di pane: deliziosa semplicità. Pochi ingredienti, poca lavorazione, un gusto incredibile.
2. Pizza: passare da qui e non assaggiare almeno una pizza condivisa con gli altri commensali è quasi un sacrilegio. E’ il vero must del locale. Tra quella al pomodoro bio e quella con acciughe di Cetara e filetti di tonno è durissima scegliere…
3. Torta caprese: divina, super, pura golosa sofficità. Si contende il podio dei dolci con le pesche caramellate con granella di biscotti e gelato. La mia dipendenza da cioccolato mi fa scegliere la prima ma c’è sempre l’opzione di poter ordinare un “bicchierino”, anziché la porzione completa, per assaggiare anche le seconde!
I ristoranti Obicà sono a Milano, Firenze, Roma, presto anche a Palermo e poi anche a New York, Los Angeles, Londra, in Giappone ed a Dubai.

 

 

 

Quinoa: ricette sostenibili nel piatto e nel pianeta

Ho scoperto la quinoa. Ammetto l’ignoranza e l’imperdonabile ritardo nell’aver preso in considerazione questo ingrediente. Ma adesso mi si è veramente aperto un mondo!
Ho scoperto un cibo, non sono buono e assolutamente versatile in cucina, ma anche completo dal punto di vista nutrizionale e “buono” per la storia che c’è dietro a chi lo produce. Così ho creato due ricette: una zuppetta di quinoa al cavolo nero, ed un timballo di quinoa e guacamole.
Quinoa e cavolo NeroQuinoa Guacamole
L’opportunità è nata in occasione dello show-cooking che ho tenuto venerdì scorso al Salone di Firenze, dove abbiamo scelto la quinoa come protagonista delle ricette. Il motivo è semplice: insieme a me, ad animare l’evento, era presente anche Oxfam Italia, una ONG tutta italiana, anzi toscana, che porta avanti progetti a sostegno delle popolazioni svantaggiate nel mondo. Tra questi, una bellissima iniziativa in Equador per aiutare l’emancipazione femminile attraverso la coltivazione della quinoa.
Questo  cibo, talmente antico da costituire da oltre 5.000 anni uno dei principali alimenti per le popolazioni indigene degli altipiani andini, è da qualche tempo divenuto popolare anche in occidente. Sia perché privo di glutine, il che lo rende adatto a tutti coloro che soffrono di intolleranze alimentari. Ma anche perchè molto versatile in cucina, ricchissimo di proteine, fibre e minerali e privo di grassi, ma soprattutto anche molto gustoso. Così, sfruttando questa occasione, ho provato a cucinare la quinoa in due modi diversi: uno che ci riportasse alla tradizione toscana, quella della farinata di cavolo nero, provando a riproporre la stessa ricetta a base di quinoa anziché farina di mais.
Quinoa con cavolo Nero
L’altra, che evocasse invece i sapori delle zone dell’America centrale, quelli del variopinto guacamole, che unito alla quinoa diventa un fresco timballo, ricco di gusto e assolutamente salutare.
Guacamole quinoa
Come si preparano? Ecco qui le due ricette a base di quinoa.

Zuppetta di quinoa e cavolo nero
per 4 persone:
150gr. di quinoa (per me quella biologica Probios)
100 gr. di cavolo nero
70gr. di fagioli cannellini precotti (per le quelli biologici Probios)
olio extravergine
due spicchi di aglio
sale, pepe

Iniziate facendo scottare il cavolo nero in acqua leggermente salata. Toglietelo dall’acqua dopo pochi minuti che avrà preso a bollire (si deve solo scottare) e mettetelo a scolare in una bacinella.
Nell’acqua di cottura rimasta, fate cuocere la quinoa; ci vorranno circa 15 minuti a fuoco vivo (dovrà bollire).
Nel frattempo, tagliate il cavolo nero a pezzi grossolani e fatelo saltare in un’ampia padella con olio e due spicchi di aglio in modo che si insaporisca bene. Aggiungete poi i fagioli cannellini e lasciate riposare.
Quando la quinoa sarà cotta, scolatela e trasferitela nella padella con il cavolo; amalgamate bene, regolate di sale e pepe ed allungate con l’acqua di cottura fino ad avere una consistenza non troppo liquida. Servire con olio a crudo direttamente nel piatto.
Quinoa al cavolo Nero

Timballo di quinoa croccante e guacamole
per 4 persone:
100gr. di quinoa  (per me quella biologica Probios)
2 cucchiai di semi misti (per me quelli biologici Probios)
brodo vegetale
1 avocado maturo
100 gr. di pomodori (piccadilly o ciliegini)
1/2 cipolla bianca
prezzemolo tritato fine
limone
olio extravergine
sale, pepe

Iniziate facendo cuocere la quinoa nel brodo vegetale (occorreranno circa 15 minuti). Nel frattempo, preparate il guacamole: affettate a piccoli pezzi l’avocado ed i pomodori, unite la cipolla tagliata finissima ed il prezzemolo tritato. Condite con olio, sale, pepe e succo di limone. Lasciate insaporire da parte.
Quando la quinoa sarà cotta, scolatela bene e conditela in una ciotola con prezzemolo, olio ed i semi; mescolate bene e lasciatela freddare.
Comporre poi nei piatti, aiutandovi con un coppapasta, uno strato di quinoa alto circa 2 centimetri, dove andrete ad appoggiare uno strato di guacamole. Guarnite con una foglia di prezzemolo e un giro di olio a crudo.
Timballo quinoa e guacamole

Per saperne di sui progetti Oxfam, potete leggere delle bellissime storie di donne in questo diario di IoDonna.