Frappè alla greca, ovvero caffè freddo cremoso

E’ già passato esattamente un mese dalla fine della nostra vacanza a Creta e mi rendo conto solo ora che ho postato SOLO una ricetta greca…è una mancanza imperdonabile!!! Vediamo subito di recuperare.

Oggi vi parlerò di una bevanda che può forse definirsi “nazionale”, che sta come la birra alla Germania o come il tè all’Inghilterra. Non potete andare in Grecia senza assaggiare il loro frappè.
Sicuramente vi verrà offerto dalla signora che vi affitterà la camera e finirete per sedervi come i vecchietti greci all’ombra di una tamerice a sorseggiarlo col calma.
Non immaginatevi un frappè con frutta come lo intendiamo noi. Tutt’altro. Questa bevanda, altro non è che un caffè freddo servito con ghiaccio, estremamente gustoso e dissetante, zuccherato o amaro, liscio o al latte. Vi assicuro che è di una incredibile bontà, soprattutto per quella soffice e cremosa schiuma che si forma sulla superficie e che è la sua vera particolarità. Perchè, detto onestamente, un caffè freddo non è poi questa grande invenzione e non mi sognerei mai di ordinarne uno qui in Italia. Ma questo tipo, che è così diffuso in Grecia, è veramente un’altra cosa. Perfetto per dissetarsi sotto l’ombrellone, ottimo aiuto per svegliarvi se avete fatto una notte brava, buono anche come aperitivo dopo una giornata di mare.
La prima volta che l’ho assaggiato, fu proprio da una signora greca che ci affittò una camera. Ce lo fece nella cucina di casa sua e mi conquistò al primo sorso. Poi, durante i tanti viaggi tra le varie isolette, è sempre stato un must. Una volta, a Paros, in un bar dove ero a fare un aperitivo, il cameriere si complimentò con me per la precisione con cui avevo aspirato tutta la schiuma. Perchè è così buona che a me piace tirarla su con la cannuccia piano piano, aspirandola dai lati…se invece si beve direttamente dal fondo del bicchiere finisce per rimanere appiccicata alle pareti, ed è un vero peccato. Evidentemente, sono l’unica al mondo a berlo così ed il cameriere ne rimase molto stupito!!!

Quindi, dovendo raccontare una ricetta greca, questa bevanda occupa sicuramente un posto d’onore. Ecco come si prepara (per un bicchiere):
2-3 cucchiai di caffè in polvere (dipende da come vi piace forte)
zucchero e latte in base al vs. gusto
ghiaccio
acqua

Mettere due dita di acqua in un bicchiere tipo tumbler (stretto ed alto) ed aggiungere il caffè solubile e lo zucchero. Quando saranno bel sciolti, aggiungere altra acqua fino alla metà del bicchiere. Montare il liquido con un frappè maker (altrimenti, si può usare anche un piccolo monta-latte oppure, anche se non fa proprio lo stesso, un frullatore) fino a che non si forma una schiuma in superficie densa e cremosa. Aggiungere a questo punto tanto ghiaccio e latte, se lo volete macchiato, fino a riempire il bicchiere.

E gustarlo senza lasciare la schiuma nel bicchiere!

I miei preferiti a Creta

Come preannunciato quanche post fa, ho inziato una nuova collaborazione con un noto blog di viaggi e quindi potrete trovare qui un dettagliato resoconto della vacanza a Creta con consigli su cosa vedere, fare e, ovviamente, dove andare a mangiare!

Il thè ubriaco di Londra

Nei giorni scorsi il freddo dell’inverno mi ha portato un bel raffreddore. Di quelli che ti fanno venire il cerchio alla testa e che non ti fanno dormire. Quei raffreddori che riesci a stare bene solo sotto una coperta calda di lana, distesa sul divano, a guardare telefilm stupidi.

In questi casi, i rimedi della nonna sono sempre i più utili. Nel mio caso il rimedio è il thè ubriaco che ho scoperto a Londra.


Era il 1999 e mi ero trasferita nella città più trendy d’Europa per qualche mese in Erasmus.

E’ così strano ripensare a quelle sensazioni che ho ancora chiare nella mente: il giorno in cui partii da Peretola, da sola, la prima volta che prendevo l’aereo. Quella valigia piena di aspettative, sogni e idee, una città che mi ero costruita nella mia mente e che mi stupiva ogni giorno di più.
L’arrivo nell’appartamento di Finsbury Park, un melting pot sconosciuto che mi suscitava un misto di curiosità e paura; l’ostello di Notting Hill, quartiere incantevole, con il refettorio dove a cena si parlava con le altre ragazze straniere; la mia camera nell’appartamento ad Arsenal, proprio davanti allo storico stadio di Highbury, assediata dai tifosi il sabato pomeriggio e che incredibilmente era diventata la mia nuova “casa”.


Un venerdì, complice una bella giornata dopo mesi di cielo plumbeo e pioggerellina, presi i miei libri e me ne andai a Highbury Fields, dietro casa, per godermi fino all’ultimo raggio di sole mentre terminavo la mia tesina sulla Rivoluzione Francese.

Peccato che il giorno dopo mi ritrovai con un raffreddore tremendo e febbre. Mi serviva assolutamente un dizionario e non potevo andare in biblioteca, non avevo medicine e per la prima volta sentii il peso della solitudine. Finì che mi imbacuccai bene bene e andai fino a casa della mia amica Michela a Finsbury a prendere il dizionario, poi, tornando a casa, tappa al Sainsbury per prendere tutto quello che era necessario per rimettermi in forma.

Dalle piccole esperienze come questa ho sempre imparato molto: ad esempio, che il paracetamolo è una medicina che su di me funziona meglio dell’aspirina, e che il bicarbonato necessario per i sulfumigi stava nello scaffale degli alimenti da dolci perchè qui lo usano come il lievito!

Tornata finalmente a casa, la signora Wendy si prese cura di me, proponendomi il rimedio della sua nonna. In quelle condizioni, avrei accettato qualsiasi consiglio, specialmente se a dartelo è una rassicurante signora inglese che potrebbe essere la tua mamma. Ci voleva il thè ubriaco della nonna inglese!


Questo beverone altro non è che un thè “condito” con un bel cucchiaio di miele, un po’ di succo di limone e l’ingrediente magico: una bella spruzzata di whisky.

Sta di fatto che feci una delle dormite più riposanti della mia vita e il giorno dopo ero veramente rimessa a nuovo, pronta per finire la mia tesina e per non perdere il consueto appuntamento al pub della domenica sera con le amiche erasmus. L’esame lo superai a pieni voti e ancora oggi quando sto male, quel thè ubriaco della nonna inglese riesce a rimettermi in forma come fosse una pozione magica.

Ecco come prepararlo:
portate ad ebollizione l’acqua. Io ho utilizzato il mio nuovo bollitore elettrico Twinings-Ariete, molto british! Versate poi l’acqua calda nella vostra tazza preferita, scegliete la miscela di the che più vi piace  (io vado sempre sul classico, con  english breakfast) e lasciate in infusione in base al vostro gusto. Aggiungete poi un cucchiaio di miele di castagno, un cucchiaio di succo di limone ed una spruzzatina di whisky.

Gustatevelo al caldo, avvolti nella coperta di lana davanti alla tv.
Un autentico comfort food!

I miei preferiti tra Highbury e Finsbury

1. Prendere l’autobus il sabato mattina in direzione Angel: fare un giretto per quei negozietti così carini che animano Upper street, fermarsi a pranzare al fish&chips e fare la spesa per la settimana al Mark&Spencer di Liverpool street. Poi, tornare a casa e prepararsi per il sabato sera nella swinging London.

2. La pizza de “La Porchetta” a Finsbury Park: tra le più buone, ma soprattutto economiche, della città. Sempre molto affollato, ma vale la pena farci una visita se prevedete di soggiornare a lungo in città. Nel periodo in cui abitavo in Albert road, era un must per la mia cena!

3. Una bella pinta al Walkabout di Upper street: atmosfera da vero pub in un quartiere frizzante e divertente. Ottimo come base di ritrovo per inziare la serata, per poi girovagare nei locali più o meno trendy di Upper st. o per finire in centro a scoprire London by night.