Cupcakes di mandorle e torrone

Questo 2013 è iniziato proprio in salita…avevo un bel pò di propositi per il blog ma sono già in ritardo sulla tabella di marcia. Cerco di rimettermi in pari con una dolcezza pura, un cupcake alle mandorle con frosting al torrone.
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Penso capiti un pò a tutti di ritrovarsi a fine Gennaio con qualche rimanenza dei dolci delle ceste natalizie. Io ho battuto il mio record personale qualche anno fa quando un panettone arrivò ad incontrare la colomba verso metà Aprile…da quella volta, ho iniziato a ricercare ricette per riciclare eventuali avanzi, ed in effetti la situazione è decisamente migliorata. Ancora Gennaio non è finito e mi è rimasto “solo” un mezzo torrone in casa. Pensando a come utilizzarlo, ho provato a fare dei cupcakes usando della farina di mandorle e “riciclando” il torrone nel frosting: risultato, degli ottimi dolcetti, molto golosi seppur calorici, come nella migliore tradizione natalizia, del resto. Si preparano così (per 10 cupcakes circa, dipende dagli stampini che usate):
Per l’impasto:
50gr farina di mandorle
125gr farina 00
130gr di zucchero
5 cucchiai di olio di semi di girasole
1 uovo intero
6 cucchiai di latte
Scorza di mezza arancia
Mezza bustina di lievito per dolci
Per il frosting al torrone:
100gr di burro
60gr zucchero a velo
100gr di torrone

Iniziate sbattendo l’uovo con lo zucchero in una ciotola, aggiungete poi le due farine, l’olio ed il latte e mescolate bene fino ad ottenere un impasto liscio e leggermente liquido. Aggiungete poi la scorza d’arancia ed il lievito.
Riempire gli stampini da cupcake rivestiti con gli sppositi pirottini con una cucchiaiata di impasto (dovrà riempirne circa la metà altrimenti lievitando finirà per fuoriuscire dal pirottino). Infornate per 15min circa a 180 gradi.
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Nel frattempo, preparate il frosting al torrone: montate con le fruste il burro a temperatura ambiente con lo zucchero a velo fino ad ottenere una crema morbida e soffice. Tritate finemente torrone e scioglietelo in un pentolino con un cucchiaio di latte (aggiungete altro latte, se necessario, fino ad ottenere una crema densa). Unire poi la crema di torrone al frosting e decorate i cupcake una volta che saranno completamente raffreddati. Decorarli con delle scaglierete di mandorla o con piccoli tocchetti di torrone.

Con questa ricetta partecipo al contest di Sperlari
“Torrone a modo Mio”
Torrone

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Fyrstekake

Ovvero, una dolce frolla alle mandorle. Il nome norvegese Fyrstekake è davvero impronunciabile e potrebbe far pensare a chi sa quale piatto di pesce cucinato in modo strano. Invece, si tratta di uno dei dolci più deliziosi ed eleganti (non a caso viene anche chiamato “Royalty Cake”) che possiate immaginare. Inutile che vi dica quanti ne ho mangiati durante le nostre recenti vacanze…
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Una delle cose più piacevoli del viaggio ad Oslo sono stati i meravigliosi Caffè che animano il centro della città, che non hanno niente a che invidiare a quelli di Vienna. Sarà che dopo una passeggiata al freddo, sedersi davanti ad una tazza di tè caldo accompagnata ad un’ottima torta è veramente confortante e rilassante. Sarà che i locali dall’atmosfera raffinata ed elegante ci fanno sentite tutti un pò come principesse per un giorno. Ma di certo, i caffè di Oslo saranno una delle cose che mi rimarrà nella mente come un dolce ricordo.

Ed è proprio seduta ad uno di questi caffè che ho scoperto questa delizia, il Fyrstekake. Che poi alla fine, è una semplice frolla ripiena di una pasta di mandorle, ma di una bontà e raffinatezza davvero sorprendenti. E’ ottima come accompagnamento ad una tazza di tè, perfetta per un freddo pomeriggio d’inverno, magari dopo aver fatto delle compere, per riposarsi un pò. Ho ricercato la ricetta e navigando in rete ne ho trovate diverse simili, io ho provato questa (le misure sono in cups):
(per la frolla)
1,5 tazza di farina 00
½ tazza di zucchero fine
1 cucchiaino di bicarbonato
½ tazza di burro a temperatura ambiente
1 uovo
(per il ripieno)
1 tazza di mandorle sgusciate, oppure direttamente di farina di mandorle
1 tazza di zucchero a velo
2 chiare d’uovo

Iniziate preparando la frolla: impastate gli ingredienti a mano o nella planetaria e quando avrete ottenuto una palla ben amalgamata, copritela con della pellicola e lasciatela riposare in frigorifero per almeno un’ora.
Per il ripieno, tritare finemente al mixer le mandorle (se usate la farina saltate questo passaggio) e mescolatele con le chiare d’uovo leggermente sbattute e lo zucchero.
Stendete 2/3 della pasta in modo da poter rivestire una tortiera di circa 25cm, adagiatevi con delicatezza la base di frolla e riempitela con la pasta di mandorle. Con la pasta rimasta, stendere un disco per il coperchio e chiudere la parte superiore facendo attenzione a ripiegare bene i lembi laterali.
Far cuocere in forno a 180 °C per circa mezz’ora fin quando la parte superiore non risulterà ben dorata.

Vedrete che vi conquisterà per la sua dolcezza e eleganza, come a incantato me!

I miei caffè preferiti a Oslo:

GranCafè: sulla centralissika Karl Jonan Gate, questo storico caffè è un’istituzione di Oslo. Dalla sua apertura nel 1874 fino ad oggi ha ospitato i più celebri intellettuali della città, primo fra tutti Ibsen che era un assiduo frequentatore. Gli interni in legno e vetro lo rendono veramente un ambiente di grande fascino. Domenica Jazz brunch.

Theatercafeen, Stortingsgata 24-26: nelle immediate vicinanze del National Theatre, questo vecchio caffè è ancora oggi uno dei più celebri in città, tanto che il NY Times lo ha classificato tra i 10 migliori caffè al mondo. Arredamenti d’epoca e old-fashioned lo rendono certamente un luogo unico, da vedere. Se ve lo potete permettere, il tè delle 17:00 è un’esperienza da fare.

Cafè Christiana: nella piazza del parlamento, questo è un’altro indirizzo storico da non mancare. Gli interni eleganti ed arredati in maniera originale  creano un ambiente davvero unico e piacevole. Oltre al pranzo e la cena, si viene qui per il rito dell’afternoon tea ma anche per la merenda/brunch after-shopping, che vi rimetterà certamente in sesto!

Litteraturhuset, Wergelandsveien 29: alle spalle del palazzo reale, in questo centro dove si organizzano dibattiti, presentazioni di libri e convegni, ci si può anche semplicemente sedere al suo piacevole caffè per leggere un libro e sorseggiare un caffè. Ambiente radical-chic ed intellettuale, con annessa libreria molto fornita, aperto tutto il giorno.

I Ricciarelli di Siena

Proseguono le mie ricette di Natale ed oggi ci fermiamo in Toscana a preparare un dolce che è quanto di più natalizio si possa immaginare: i ricciarelli di Siena.
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A casa mia i ricciarelli non sono mai mancati. Da piccola, mio nonno partiva in spedizione verso Siena per fare scorta dei ricciarelli fatti a mano, di quelli buoni che non hanno niente a che vedere con quelle “solette” che sanno solo di zucchero che si trovano nelle confezioni del supermercato. Il vero ricciarello è morbido, ti avvolge mentre lo mordi, ha un sapore autentico di mandorla e…uno tira l’altro, è veramente difficile smettere di mangiarli!

Negli anni in cui mia sorella studiava all’Università di Siena, queste morbide dolcezze erano spesso per casa, non solo a Natale: ricordo che quando andavo a trovarla anche durante l’estate, non mi sono mai vergognata a farne fuori 4 o 5 da sola mentre girellavo per il centro storico! Da diversi anni, siamo rimasti orfani degli autentici ricciarelli e così, quest’anno ho deciso di farmeli da sola. Complici alcune ricette pubblicate di recente da alcune amiche blogger, quella di Aurelia e quella di Juls, ho provato a fare un mix tra le due che hanno un procedimento abbastanza simile.
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La preparazione è molto più semplice del previsto e l’unica difficoltà che ho trovato è nella cottura: basta un niente per farli troppo cotti, quindi attenzione massima ai tempi nel forno. Si preparano così (per ottenere circa 20 ricciarelli di medie dimensioni):
300gr di farina di mandorle (potete comprarla già pronta, oppure tritare finemente delle mandorle sgusciate)
250gr di zucchero semolato finissimo
2 chiare d’uovo
1 arancia grattugiata
1 cucchiaino di succo di limone
2 cucchiai di aroma di mandorla amara (oppure, se preparate da soli la farina di mandorle, aggiungere qualche mandorla amara direttamente nel mixer)
zucchero a velo per la lavorazione

Riunire in una ciotola la farina di mandorle, le chiare d’uovo montate a neve, il succo di limone, lo zucchero e la scorza d’arancia. Mescolare bene con una forchetta fino ad ottenere una palla compatta. Ricoprire con la pellicola e lasciare riposare in frigorifero una notte. Al mattino dopo, prendere una parte dell’impasto e formare un salcicciotto su un piano di lavoro ben infarinato con lo zucchero a velo. Tagliare delle rondelle della stessa altezza e lavorare ciascuna in modo da ottenere la tipica forma ad ovale. Passare la parte superiore nello zucchero a velo in modo di ricoprirlo con uno strato bello spesso.
Disporli sulla placca del forno rivestita di carta e farli cuocere per circa 15 minuti a 180 °C. Attenzione, quando la superficie inizia a spaccarsi, sono cotti (controllate bene la base, se vedete che inizia ad imbiondirsi, toglieteli altrimenti finiranno con il bruciarsi).

Potete preparare anche una doppia dose, basta metterli in una scatola di latta e vi saranno utili per qualsiasi finepasto durante le feste. Un bicchierino di vinsanto di accompagnamento e potete rimanere delle ore a tavola a parlare del più e del meno.

Avete già pensato cosa cucinare per la gran cena di fine anno? Io sì….stay tuned…

I miei ricciarelli preferiti:

Ovviamente, i ricciarelli freschi si trovano solo a Siena (o nelle sue vicinanze), quindi, dovete per forza fare un giro fin là se volete assaggiare il vero sapore di questi dolcetti di mandorle. Questi sono i miei due posti preferiti dove andare a mangiarli.

Forno delle campane, Siena, Via di Salicotto n°23: dietro Piazza del Campo, questo forno storico continua  sfornare le specialità del luogo. Non solo ricciarelli, ma anche panforte, panpepato, cavallucci, torta di cecco, etc…per chi non abita vicino, niente paura, si sono attrezzati e spediscono in tutta Italia per ordini via internet o telefono.

Pasticceria Nannini, Siena, Via Banchi di Sopra, 24: bar molto controverso (molti non ne parlano affatto bene) dove ancora i ricciarelli sono preparati freschi tutti i giorni e mettono d’accordo proprio tutti!