La schiacciata con i fichi

Settembre tempo di fichi. Quelli che crescono copiosi nell’albero della casa del mare. Ogni anno, arrivano loro e l’estate volge al termine.
Già per ferragosto li avevo utilizzati per il clafoutis salato fichi&salame, mentre rimane sempre valida la ricetta del plumcake con i fichi freschi, perfetto per ogni occasione.
fichi freschi
La schiacciata con i fichi è una versione più tradizionale e semplice, fatta con pochi ingredienti poveri. È la variante contadina della schiacciata con l’uva, vicina ai fichi come stagionalità visto che adesso è anche periodo di vendemmia. Non è un dolce pretenzioso o raffinato, è schietto e sincero.
Io l’ho preparata così (per una teglia piccolina da cui ricavare circa 6 porzioni):
200 gr. di farina (io ho usato metà 00 e metà avena, ma potete provare anche con altre farine)
100 gr. di zucchero
70 ml di latte
1 uovo
2 cucchiaini da caffè di lievito madre secco
un cucchiaio di olio extravergine
150 gr. di fichi freschi
zucchero semolato per caramellare
rosmarino
mandorle e uvette (ma potete usare anche pinoli o noci)
schiacciata con i fichi freschi
Iniziate facendo l’impasto che poi dovrete lasciare a lievitare: unite la farina con l’uovo, lo zucchero ed il latte, infine il lievito. Dovrete ottenere un impasto abbastanza morbido. Copritelo con un panno e lasciate riposare finché non si sarà raddoppiato (anche tutta la notte).
Riprendete quindi l’impasto e con le mani ben unte di olio, andate a disporlo sulla teglia spennellata di olio (lavoratelo con le mani, sarà morbido e ben modellabile). Disponete quindi sulla superficie i fichi tagliati in 4 spicchi in modo da ricoprire totalmente l’impasto. Condite con il rosmarino, la frutta secca e abbondante zucchero (per una teglia piccola almeno 6 cucchiai sono necessari).
Mettete a cuocere in forno a 150 °C per circa mezz’ora.
Ottima per la colazione, perfetta per la merenda, ma anche come dessert per una cena informale.
Peccato che i fichi durano poco…
fichi violetti freschi 

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Il plum-cake con i fichi del Forte

Quando l’estate sta per volgere al termine, nell’aria si aggirano dei chiari indizi: le giornate non sono più incredibilmente lunghe, sulla spiaggia il sole inizia a calare già a fine pomeriggio, bisogna mettersi un golfino per tornare a casa in bicicletta e, quando si apparecchia in giardino, è necessario accendere una candela per far luce.

E poi arrivano i fichi: l’albero in fondo al giardino inizia a riempirsi di questi frutti gustosi, carnosi e incredibilmente dolci. Ce li regala tutti insieme ed in grande quantità. Per questo, si preparano le ricette migliori, quelle della tradizione, oppure si cucinano per portarli con noi in città, nella speranza che ci regalino sprazzi d’estate anche durante il freddo dell’inverno.

Per me, le estati sono sempre state quelle dell’infanzia passate al Forte dei Marmi. Quelle in cui le giornate scorrevano lente sulla spiaggia con mia sorella ed i miei cugini, con gli amici che tutti gli anni si ritrovavano allo stesso bagno, con i nonni e le zie che ci viziavano in quei due mesi in cui i genitori rimanevano in città.

Così, quando a fine agosto l’albero ricomincia a regalarci i suoi bei fichi, i ricordi di quelle estati da bambina tornano alla memoria e mi regalano dolci immagini di nonni che non ci sono più, di momenti di felicità tra un patino e una corsa in bicicletta, del divertimento delle prime serate in discoteca e dei batticuori che non facevano dormire la notte.
Ricordi dolci e rassicuranti, proprio come il plum-cake integrale al miele con i cuore morbido di fichi freschi, ideale per iniziare la giornata con la giusta dose di tenerezza e morbidezza.

INGREDIENTI:
3 vasetti di farina integrale
2 cucchiai di miele di acacia
1 vasetto di yogurt magro bianco
2 vasetti di zucchero di canna
2 uova
1/2 vasetto di olio di semi di girasole
1/2 bustina di lievito per dolci
5 fichi freschi (meglio se del vostro giardino)
una manciata di gherigli di noci
———
Versare lo yogurt in un contenitore in modo da poter il vasetto come misurino per gli altri ingredienti. Mescolare energicamente con la frusta le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso; proseguire aggiungendo la farina integrale, lo yogurt, l’olio ed il miele, lasciando il lievito per ultimo.
Versare quindi una parte del composto (ca 1/3) in uno stampo da plum-cake rivestito con carta forno (o unto con burro) ed adagiarvi sopra i fichi che avrete precedentemente spellato ed inciso in modo da poter infilare destro ciascun frutto una noce e passato nella farina (per evitare che durante la cottura affondino in basso). E’ importante che i fichi siano attaccati l’uno all’atro in modo che nel taglio ciascuna fetta abbia sempre una porzione di frutto. Una volta sistemati tutti i fichi, versare il restante composto ed infornare a 180° per 35 minuti.
Servire freddo e tagliarlo con cautela in modo da non rompere i fichi. Può essere servito accompagnato da un fico fresco o, per una maggiore dolcezza, usando del miele per guarnire il piatto e le fette.

I miei preferiti al Forte

Le schiacciatine di Valè: fermata d’obbligo prima di tornare a casa dopo la spiaggia, per fare il piano della serata con le amiche e decidere come vestirsi. Le mitiche schiacciatine tonde, calde, con i grani di sale in superficie, sono stanno al Forte come Roma sta al Colosseo. Così buone da poterne mangiare senza fine…se non fosse per il costo “esoso” che pone un freno a qualsiasi voracità!

Le sfogliatine del Soldi: top per la colazione in paese, questa pasticceria storica sforna le migliori sfogliatine alla crema di riso, così friabili che si sciolgono in bocca. Da bambina, andando al mare a piedi, non mollavo la presa finchè non ci si fermava a far c!!

Le schiacciatine di Orlando: poco fuori dal paese, nella zona delle ville dei vip, si trovano le schiacciate farcite più buone al mondo. Tutti gli anni sono sempre più piccole e costano sempre di più, ma la loro bontà rimane inalterata. Per concludere, le coppette di crema pasticciera con i mirtilli sono fantastiche…per una volta non badate al conto, vi costerà quando una cena al ristorante!

Le paste di Anacleto a notte fonda: sulla provinciale, a metà strada tra la Capannina e la Canniccia, questo bar apre solo quando salgono le luci dell’alba per sfornare paste calde ai giovani nottambuli. Una tappa d’obbligo dopo le serate in discoteca, su quei tavoli sono passate lacrime e risate a go-go.

 Con questa ricetta partecipo al contest “Il Dolce della Vita
di Dolci Ricette