La Ratatuille alla provenzale di Remì

Aspetto il momento giusto per postare questa ricetta da quando ho aperto il mio blog. Perchè questa è LA ricetta di Remì che, come sapete, mi da dato la forza ed il coraggio per iniziare questa avventura.

E così, il recente viaggio tra Provenza e Costa Azzurra non poteva che riportarmi ad assaggiare LEI, la Ratatuille. Altro piatto di una semplicità disarmante ma che può diventare un insieme perfetto di aromi e sapori se cucinato correttamente.
E per cucinarlo bene non c’è una sola ricetta, perchè questo è il classico piatto di cui ciascuno ha la sua versione segreta, tramandata dalla nonna e dalla mamma, fatta con una verdura speciale che cresce in un luogo e non in un’altro, e così via.

Per la mia ricetta, sono andata a ricercare in rete quella più fedele possibile al mio amato lungometraggio animato della Disney. Questa è la ricetta del topolino Remì con cui il temuto critico Ego si scioglie come neve al sole al primo assaggio, quando quei sapori del piatto gli riportano alla mente la ratatuille che gli cucinava la sua mamma.  Quando un boccone apre quel cassetto della memoria chiuso per tanto tempo, il miracolo è fatto!

La ricetta di Remì, che ho trovato sul blog di Singid, è tra l’atro molto vicina ad un piatto tipico provenzale, la Tian. Non è una ricetta complicata ma richiede tempo e pazienza nel procedimento: tempo per trovare le vedure giuste perchè dovrebbero essere tutte della stessa dimensione, e tempo di cottura perchè cuoce molto lentamente in forno. Ecco come si prepara:

Per la salsa di fondo:
mezzo peperone giallo e mezzo peperone rosso
3 pomodori maturi
2 cipolle bianche
2 cucchiaini di mix di erbe provenzali

Per le verdure
1 melanzana
1 zucchina
3 pomodori

Per la salsa di condimento
1 cucchiaio della salsa di base
2 cucchiai di olio d’oliva
1 cucchiaino di aceto balsamico

Si inizia preparando la salsa di fondo: pulire i peperoni e sistemarli sulla teglia da forno rivestita con carta da forno (con la parte tagliata verso il basso) ed infornarli a 230° per 15-20 minuti o finché la pelle si staccherà. Spellare i pomodori e tritarli a dadini piccolissimi. Tritare finemente la cipolla e soffrigerla dolcemente in padella con due cucchiai di olio d’oliva; aggiungere poi i pomodori e la loro acqua e le spezie provenzali e lasciar cuocere per 10 minuti, sempre a fuoco basso, regolando di sale e di pepe. Aggiungere poi i peperoni nella padella, e lasciar andare per altri dieci minuti finché la salsa è addensata. Tenere da parte un cucchiaio di salsa per dopo e versare tutto il resto nel fondo di una pirofila da forno (meglio se di coccio).

Passiamo poi a lavare le verdure ed affettarle a fettine reglari di 2mm circa. Procedere disponendo le fettine sopra la salsa, a spirale, lasciando metà della superficie libera. Coprire infine le verdure con una spolverata di erbe provenzali, chiudere la teglia con un foglio di carta argentata e infornare a 130° per 2 ore. Prima di togliere dal forno, rimuovere la stagnola e passare velocemente al grill per pochi minuti. Prima di servire, condire con una salsa ottenuta emulsionando quella messa precedentemente da parte con l’aggiunta l’olio e l’aceto.

Si può servire come antipastino tiepido a forma di torretta, sarà sicuramente di’impatto. Oppure, per una versione più semplice, portate direttamente la pirofila in tavola: la spirale di verdure è comunque carina da vedere e poi ciascuno di metter la sua porzione del piatto, aggiungendo un pò di salsa sopra.

Con questa ricetta partecipo al contest “Io amo le Verdure
del blog FiordiRosmarino

ed al contest “Red Passion
del blog My Taste for Food

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La Soupe à l’onion di Parigi

Ah, la Ville Lumière!
Da dove iniziare a raccontare di questa città così charmant e incantevole?

Difficile dire cosa mi abbia conquistato di più: se gli scorci romantici dei quai lungo la senna, se l’eleganza dei suoi palazzi aristocratici, o quell’atmosfera giovane e cosmopolita che si respira nei vicoli del quartier latin. O magari l’originale eclettismo del Marais, oppure la ricca eleganza che filtra tra Place Vendome e Faburg St.honorè. Ma Parigi è anche la città dove i sogni diventano realtà: dove il topolino Remì diventa un grande chef, dove Amelie riesce a trovare il grande amore, dove si ha l’impressione di vivere una favola anche semplicemente camminando.

E che dire della cucina francese…il sogno di qualunque appassionato, la base della cucina occidentale, un passaggio obbligato per ogni aspirante chef.  Ma non per questo così inacessibile come si potrebbe pensare: alcuni piatti sono alla fine facili e ben replicabili in casa, come ad esempio la soupe à l’onion.

Semplicemente deliziosa: economica, veloce ma con quel tocco in più, quella nota di carattere tipicamente francese.

Ecco la mia versione, più leggera perchè preferisco sostituire il burro con l’olio extravergine; non proprio fedele alla tradizione e meno delicata…ma a me piace così!

Per 4 persone:
considerate una cipolla bianca a testa ed una grossa patata ogni due persone
olio extra vergine
brodo vegetale (o acqua)
due cucchiai di farina
sale, pepe, noce moscata
pane raffermo
formaggio

Pulite ed affettate finemente le cipolle e mettetele a rosolare piano in una pentola. Quando saranno un po’ appassite, aggiungere la farina e girare bene in modo che si distribuisca su tutte le cipolle, poi aggiungere acqua o brodo fino a ricoprirle completamente. Lasciare andare sul fuoco basso e nel frattempo affettare molto finemente le patate ed aggiungerle alla zuppa. Proseguire la cottura,  regolare di sale e completare con una generosa spolverata di pepe e un po’ di noce moscata. Quando sarà un po’ ritirata e le verdure saranno cotte (quasi disfatte), preparare i piatti da portata o i coccini prima sotto la zuppa, e sopra due fette di pane raffermo o arrostito con una abbondante spolverata di formaggio. Io preferisco il grana grattugiato, ma nella versione originale andrebbe l’emmental grattugiato (e poi gratinato un attimo al forno).

Bon appètit!

I miei ristoranti preferiti a Parigi

Restaurant Le Polidor, 41 rue Monsieur le Prince
Nel cuore del Quartiere Latino, tra la Sorbonne e l’Odeon, questo storico bistrot ha mantenuto quell’ambiente rustico ed autenticamente parigino: i tavoli in legno con tovaglie a quadretti rossi e gli antichi specchi alle pareti creano un ambiente caldo e molto confortevole. Piatti della tradizione, buoni ed a buon mercato. Per questo è spesso frequentato dai giovani della Sorbonne e sempre molto pieno.

L’assiette aux fromages, 25 rue Mouffetard
Una tappa obbligata per chi, come me, adora i formaggi. Qui tutto il menu si basa su queste prelibatezze francesi, dall’entrèe al dolce. Immancabile la soupe a l’onion e la classica fondue. Si trova in una caratteristica stradina del quartiere latino, dietro tra il Pantheon ed la pittoresca Pl. de la Contrescarpe


404 , 69 rue des Gravilliers
Siamo nel cuore del Marais, poco lontano dal Beaubourg, questo ottimo ristorante magrebino offre ottimi piatti speziati ed un ambiente davvero piacevole. Ampia scelta di Tagines e di Couscous dal menu à la carte, mentre nel fine settimana si può scegliere il bruch berbère. Assolutamente necessario prenotare perchè il locale è molto piccolo e sempre molto affollato