I bigoli vicentini all’arna

Quanlche tempo fa ho visto che le Sorelle in Pentola avevano organizzato un nuovo contest. Adoro il loro blog e la loro storia personale, che da appassionate di cucina sono riuscite a diventare professioniste della comunicazione food. Come ricorderete, ho anche conosciuto Chiara personalmente alle registrazioni di Cuochi e Fiamme; ed è stato un incontro davvero piacevole.
Quindi, non potevo non partecipare al loro contest, ed ho iniziato subito a studiare e documentarmi in rete perchè ci tenevo a partecipare con una mia ricetta originale.

Siccome il tema del contest è cucinare un piatto della cucina tradizionale veneta, ho pensato di chiedere consulenza alla mia amica Helenia di Vicenza, vecchia conoscenza dei tempi dell’Erasmus con cui ho condiviso non poche esperienze piacevoli in quel di Londra, nel lontano 1999.
E’ strano come certe persone entrino nella tua vita e per un certo periodo diventino delle presenze importanti, con cui sviluppi un’affinità ed un’amicizia grazie alle cose che condividi insieme: come quella volta in cui mi volle portare per forza a vedere Rent ed io non ero per niente convinta perchè all’epoca quello spettacolo non era conosciuto ed avrei preferito uno dei musicall più blasonati dell’East-End. O quella volta quando andammo col nostro amico canadese Jeff a vedere la Carmen all’English National Opera, oppure la gita a Cambridge insieme o tutte le domeniche pomeriggio passare al Camden Lock Market.
Poi, quella parentesi nella tua vita finisce, ciascuno trona a casa e riprende le propria vita di sempre, la sua quotidianità. Nuovi amici entrano, altri se ne vanno. E’ normale che sia così, ma queste persone ti rimangono comunque nel cuore e quando ci sono delle occasioni per risentirsi, è sempre un piacere!
E così, il contest delle Sorelle in Pentola è stato per me anche occasione per riallacciare contatti con una cara vecchia amica per scoprire che anche lei è una grande appassionata di cucina, che vive addirittura con un sommelier e che, per l’appunto, si è sposata proprio nelle scorse settimane. Quindi, Chiara ed Angela, grazie perchè sono riuscita a farle gli auguri giusto in tempo!

Ma vieniamo alla ricetta: volevo partire dai bigoli, perchè ricordavo che quando andai a trovare Helenia a Vicenza per la sua festa di laurea, mangiai dei meravigliosi bigoli in salsa. Volevo però variare la ricetta tradizionale, pur rimanendo con gli ingredienti in veneto, come richiesto dal contest.

E, voilà, son venuti fuori i miei bigoli vicentini al sugo di arna, soppressa vicentina ed Asiago dop. Li ho preparati così (per 4 persone):

400gr di bigoli freschi
mezzo petto d’anatra
1 cipolla bianca
un rametto di rosmarino e pepe misto in grani
100 gr. di soppressa vicentina Dop
1 bicchiere di Gambellara Doc
100gr di Asiago Dop stagionato
1 cucchiaio olio evo, sale
brodo vegetale (o brodo di anatra)

Iniziare tritando al coltello molto finemente la cipolla. Metterla a soffriggere delicatamente in una padella con un filo d’olio evo e nel mentre tritare finemente in un food processor il petto d’anatra (io l’ho privato della pelle grassa, ma credo che un veneto doc la lascerebbe…seguite il vostro gusto) e successivamente tritare la soppressa lasciandola più grossolana. Quando la cipolla inizia a diventare trasparente, alzare la fiamma ed unire il trito di petto d’anatra, la soppressa, il rosmarino ed il pepe in grani e far rosolare bene. Quindi, unire il vino e far evaporare; regolare di sale e proseguire la cottura lentamente a fuoco basso aggiungendo brodo vegetale (oppure brodo di anatra) per almeno un’ora e mezza. Più cuoce, migliore sarà il risultato.
Cuocete i bigoli in acqua salata (o nel brodo di anatra) e scolateli un attimo al dente; ripassateli nella padella con il sugo ed un cucchiaio di acqua di cottura finchè non saranno bene amalgamati. Impiattare e cospargere ciascuna porzione con l’Asiago a sfoglie sottili (io uso la Microplane doppia lama).

Io non amavo molto l’anatra, l’ho sempre snobbata, non so come mai, credo che sia stata la prima volta che la assaggiavo: devo dire che sono veramente ottimi e l’anatra è stata una gran scoperta!
Il vino che ho abbinato, il Gambellara Doc, un bianco asciutto e secco ottenuto dalla tipica uva Gargànega, si è sposato perfettamente con la grassezza dell’anatra e della soprressa, alleggerendole e dando rotondità di gusto al piatto. Ottimo anche come accompagnamento.

Con questa ricetta partecipo al contest “L’abbinamento perfetto con i vini
del blog di Chiara e Angela Maci Sorelle in Pentola

I cupcakes di Martino

Cosa c’è di più bello che preparare un dolce per un’occasione speciale? E quale occasione più speciale, se non la nascita di un bambino?
Così, quando è arrivato Martino, ho pensato a cosa avrei potuto portare alla mia amica Paola e la mia mente è volata su quei meravigliosi dolcetti che si chiamano cupcake e che sono perfetti per essere decorati di mille colori e con zuccherini leziosi. Perfetti per un bebè!

Pensare che io e Paola ci siamo conosciute sui banchi di scuola, ormai più di 20 anni fa! Giorni e giorni passati insieme, a dividere le ansie delle interrogazioni, i racconti dei primi batticuori, la paura dell’esame di maturità, i rientri sui banchi a settembre con una lunga lista di ricordi dell’estate appena finita da condividere.
E così, anno dopo anno, siamo cresciute insieme, in alcuni periodi quasi quasi abbiamo rischiato di perderci di vista, ma poi ci siamo sempre ritrovate.
Certo, adesso, con in bambini, il lavoro e tutto il resto, è sempre più difficile trovare il tempo per stare insieme. Ma non importa, basta anche una volta ogni tanto e tutto torna come ai tempi della scuola. E’ questo il bello dell’amicizia. Non servono scuse, formalità, strategie. Si è quello che si è, con pregi e difetti e non c’è bisogno di farsi troppe domande.

Così quando due settimane fa è nato Martino, avevo voglia di fare un regalo con le mie mani da portarle come pensiero. Ed i cupcakes erano il dolce perfetto.

I cupcakes sono meravigliosi perchè si possono realizzare in qualsiasi colore, usando quelli alimentari, oppure ingredienti cromatici, e personalizzarli così per tutte le occasioni. E poi le decorazioni: quella soffice e spumosa crema di burro che li avvolge come una golosa nuvola su cui si possono mettere tante guarnizioni diverse.

Io seguo sempre la ricetta di Laurie, che, come sapete è la mia mentore per tutte le ricette made in USA.  Vi consiglio di fare la mezza dose, con cui otterrete ca 12 dolcetti (a meno che non abbiate una festa o vogliate magiare cupcakes per due settimane!)
Ecco la ricetta:
160gr farina
1 cucchiaino abbondante lievito x dolci
¼ cucchiaino di sale
60ml latte
1 cucchiaino estratto vainiglia (oppure i semini di ½ baccello di vainiglia)
85gr burro morbido
150gr zucchero
1 uovo
per il frosting:
85gr burro
225gr. zucchero a velo vanigliato ed un po’ di latte

Mescolare insieme in una ciotola gli ingredienti secchi: la farina con il lievito ed il sale; in un’altra ciotola mescolare il latte alla vainiglia e scaldare al microonde in modo che sia leggermente tiepido; infine, in un’altra ciotola montare molto bene il burro ammorbidito con lo zucchero (per almeno 1 minuto e mezzo) e poi aggiungere l’uovo precedentemente sbattuto ed a temperatura ambiente. Aggiungere quindi un po’ di ingredienti secchi e liquidi, mescolando sempre molto bene fino ad ottenere un impasto omogeneo e spumoso.
Foderare uno stampo da muffin con i pirottini modonose e riempirli per 2/3 con l’impasto ed infornare per 15/20 min a 180 °C (sono cotti quando lo stecchino al centro di ogni cupcake esce ascitutto). Nel mentre che cuociono, potete preparare il frosting, la crema per la decorazione: si fa mescolando con il mixer il burro con lo zucchero e un pò di latte fino a raggiungere una consistenza morbida e vellutata; eventualmente, aggiungere dei coloranti, degli aromi, oppure del cacao in polvere per la versione al cioccolato. Si decorano solo quando saranno completamente raffreddati.

Sono veloci a prepararsi, la cosa più lunga, ma anche più divertente è la decorazione: potete scegliere una semplice copertura di granella di zucchero, oppure di codette colorate, fino a decorazioni più complicate con fiorellini o personaggi in pasta di zucchero. Io amo sempre pulizia e semplicità, e per Martino ho usato solo il bianco e l’azzurro, con pochi elementi decorativi per un effetto delicato e leggero.

I miei cupackes preferiti:


Magnolia Bakery
, 401 Bleecker Street New York: lo so, finisco per essere estremamente ripetitiva…ma, vi assicuro, questo negozio è un’autentica meraviglia ed i suoi cupcakes sono così celebri da meritarsi una scena anche in Sex&theCity. Potete gustarvi uno dei loro meravigliosi cupcake seduti sulla panchina in legno all’esterno, proprio come Carrie e Miranda, oppure metterli nelle loro meravigliose scatole di cartone e portarveli a casa (come ho fatto io l’ultima volta che sono stata a NY).

The Hummingbird Bakery, vari inidirizzi a Londra: non badate alla linea quando entrerete in uno dei loro negozi…cupcakes ai gusti più strani, tiramisù, panettone, cremebrulèe, Keylime pie…oltre ai classici vanilla, red velvet e chocolate.

Cupcake Couture
, via De Amicis 7, Milano: deliziosa particceria dove si trovano tutti i giorni tanti cupcakes preparati a regola d’arte, sia semplici con con decorazioni. Per concedersi un momento di dolcezza durante una frenetica giornata milanese.

Mama’s Bakery,
via della Chiesa, 34/r, Firenze: un angolo di america tra gli stretti vicoli dell’oltrarno fiorentino. Sempre una vasta scelta di colorati cupcakes, di gusti e sapori diversi, uno più buono dell’altro.

Con questa ricetta partecipo al concorso “Cucinando e Decorando
di Farina, Lievito e Fantasia

I Falafel

Ricordo che quando uscì era il periodo in cui stavo finendo l’Università e tutti i mercoledì sera andavamo al cinema perchè era il giorno in cui costava meno! E se ci andavi al pomeriggio, era ancora più conveniente…la scelta dell’orario era quindi più che scontata…soprattuto se non avevi più voglia di stare a scrivere le ultime pagine della tesi di laurea.

Ricordo che finito di vedere il film, fu assolutamente normale conseguenza, quella di andare a cercare il falafel più buono della città, da Amon, dietro piazza Stazione.
Lo stesso successe dopo aver visto Chocolat…ma questa è un’altra storia e ve la racconterò un’altra volta!

Dicevamo, i falafel: tutt’oggi Amon detiene il primato per la bontà dei suoi panini egiziani, non solo per le saporite polpettine di ceci, ma anche per l’ottimo kebab, e per il superbo dolce baklavas. Negli anni, se ne sono affiancati molti altri: i kebab sono spuntati un po’ come funghi sia in centro che in periferia, ma non sempre con una qualità altissima.
Quando ho voglia di un ottimo falafel, ma non posso arrivare fino al centro, una valida alternativa è il simpatico Faraone, in zona S.Jacopino. I falafel che prepara al momento sua moglie, caldi caldi ancora fumanti, sono davvero ottimi e le sue pite sono fini e croccanti.

L’altro giorno, stavo dando un’occhiata al bellissimo blog del giovane e promettente cuoco Marco Bianchi ed ecco che mi saltano fuori proprio i falafel. Marco sta facendo un gran lavoro per divulgare e promuovere la cultura della sana alimentazione, anche con corsi rivolti ai più piccoli. Nel suo sito, si trovano un sacco di spunti interessanti per cucinare bene, in modo sano e rispettoso del proprio corpo, pur non rinunciando al gusto (…la torta cioccopere è ufficialmente nella mia lista della spesa…).
I suoi falafel sono ovviamente “sani” perchè fatti con i ceci, ricchi di proteine vegetali, e con il sesamo, che è un antiossidante che protegge il sistema cardiovascolare, ma soprattutto non sono fritti, quindi più leggeri.

Se avete i ceci già cotti, si preparano in un baleno, altrimenti ci vorrà un po’ di più ma potete anche prepararli se vi avanzano dei legumi che avete usato per altri piatti. Ecco la ricetta (per 4 persone):
300 g di ceci lessati
25 g di farina di mais macinata fine
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di cipolla tritata
1 spicchio d’aglio tritato
1 cucchiaio di cumino macinato
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di sesamo
sale

Frullare tutti gli ingredienti insieme, eccetto il sesamo, ed aggiustare di sale. Aggiungete poi il sesamo ed amalgamare bene al composto con un cucchiaio di legno. Formate delle polpettine e disponetele sulla placca del forno rivestita di carta forno e cuocere a 200 °C per almeno 15 minuti, finchè non saranno dorate (dopo i primi 10 minuti giratele).

Sono perfetti come aperitivo, anche freddi, e ci sta benissimo in accompagnamento una salsina di yogurt con olio, sale, pepe e un po’ di prezzemolo tritato. Oppure, ci potete farcire una pita insieme ad insalata e pomodori, melanzane e salsa di yogurt.

I miei Falafel preferiti a Firenze:

Amon, via del Palazzuolo 28 (zona S.Maria Novella): è stato il primo take-away egiziano ad aprire a Firenze, già negli anno ’90. Non ha faticato a mantenere il primato negli anni perchè le sue pite ripene ed il suo kebab è sempre rimasto ottimo. I sabato ci vuole pazienza sia a pranzo che a cena per la fila che si forma di clienti affamati.

Il Faraone, Via cristofori, 14/r, (zona pza S.Jacopino): vale la pena passare dal Faraone solo divertirsi a sentire un egiziano che parla fiorentino nell’attesa che il vostro panino sia pronto…qui è tutto “garantito”, dalle pite fatte a mano fini e croccanti, al kebab che prepara lui personalmente con maiale e manzo, oppure di carne bianca, fino ai morbidi falafel preparati al momento.

Con questa ricetta partecipo al contest “La Magia delle Spezie
del blog I sognatori di cucina e Nuvole